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Notizie Storiche dalla Cronaca Gallotti

Fino dal 1700 nei comuni (allora divisi) di Antrona e di Schieranco, gli abitanti della valle Antrona, nonché della bassa Ossola, avevano installato lungo il rio Tnvera, nei valloni di Trivera e del Mottone e lungo il torrente Ovesca, sia presso la frazione di Locasca che sotto Antronapiana, molti molinetti tipo piemontese per la macinazione e amalgamazione del minerale che veniva scavato nei dintorni, seguendo affioramenti di filoni ben visibili.
Il minerale estratto dalle località Mottone, Mee, Fajot, Trivera, Frisa, cave del bosco, Asino, Canna, Colmigia, Salto, veniva portato a spalla nei punti dove i corsi d'acqua permettevano l'impianto dei piccoli molinetti.
Da allora sono stati messi in evidenza i giacimenti che in seguito godettero di permessi di ricerca e concessione: quello di Trivera che prese il nome di "Mottone-Mee"; quello di Prabernardo - Locasca e quelli di Asino e di Cama. Successivamente i lavori furono poi concentrati nelle due miniere denominate Mottone - Mee e Prabernardo - Locasca.

Accesso, Giacimenti, Lavori Minerari

Nei pressi del paese si trovano due gallerie che si interrano per circa 500 m nella montagna.
Avanzano per 350 m nelle rocce sino a raggiungere e a tagliare i filoni "Cava del bosco" e "Toni", seguiti poi per circa 100 m in direzione Nord - Ovest e Sud - Est, senza trovare alcuna importante mineralizzazione.
La galleria Taglione si apre a quota 880 m e la galleria toni a 950 m. Altre gallerie divenute inaccessibili, erano state aperte a: la Chietta 960 m, Prete 905 m, Frisa 2 1018 m, Frisa 11060 m. Nella galleria Taglione, superato il filone Toni, si incontra, a pochi metri dall'avanzamento, una grossa vena d'acqua mineralizzata.

Accesso, Giacimenti, Lavori Minerari

La zona di maggiore importanza mineraria è senza dubbio quella denominata Mottone Mee, sfruttata fino ad una certa profondità (fino dove i mezzi dei vecchi coltivatori lo permettevano) dai Morandini, i quali, alla località detta "Molini" avevano installato un centinaio di piccoli molinetti.
Il minerale delle miniere di Antrona non è completamente amalgamabile, ma contiene dell'oro libero, visibile, e oro finissimamente diffuso nei solfuri.
Specie in profondità, l'amalgamazione non dà risultati soddisfacenti, comunque il minerale si presta ottimamente alla cianurazione.
La prima società che fece impianti di trattamento di una certa importanza è stata la "Anglo Italian Mining Co." che verso il 1875 aveva costruito a Locasca, dove sorge ora lo stabilimento di trattamento dei minerali, un impianto di grandi "aratras" capaci di macinare e amalgamare 800 kg di minerale al giorno.
La società svizzera che la gestì dal 1898 al 1901 costruì a Locasca un'ampia officina costituita da frantoio, batteria da 10 piloni kupp, impianto di cianurazione, con precipitazione dell'oro su placche di piombo per mezzo di corrente elettrica, sostituito in seguito da un impianto di precipitazione a mezzo di trucioli di zinco.
Dall'abitato di Locasca una mulattiera con 52 tornanti porta ai Mulini. Poco sotto, nel torrente Trivera, si apre la galleria Fajot. Il ribasso Mulini è a quota 1462 m fuori della portata della colonna del filone 2 della miniera Mee. Al ribasso Mulini parte la teleferica per lo stabilimento di Locasca e vi arriva quella proveniente dal ribasso Mee, posto a monte.
Sulla cima Mee affiora un filone di roccia con un po' di quarzo. Salendo ancora si raggiunge il giacimento Mottone a 1850 m.
A quota 1900 m, sui pascoli dove si trova il ribasso Mottone si incontrano gli affioramenti dei filoni (vedere: Bruck R., La miniera d'oro di Pestarena - Ed. Com. Montana V. Anzasca - 1986).





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